Il 17 luglio la Commissione europea ha presentato l'Electrification Action Plan e la proposta di regolamento Future-Proofing Energy Bills, insieme al pacchetto di revisione dell'ETS. Il piano fissa un obiettivo indicativo — l'elettricità al 46% dei consumi finali dell'Unione entro il 2040 — e invita gli Stati membri a portare entro il 2030 il rapporto tra prezzo dell'elettricità e prezzo del gas a un massimo di 2 per i consumatori industriali.
La revisione dell'ETS rallenta la riduzione delle quote dopo il 2030 e conferma l'assegnazione gratuita ai settori esposti, subordinandola però a piani di decarbonizzazione e a investimenti nell'Unione; per i comparti CBAM l'uscita dalle quote gratuite slitta al 2038. Per Confindustria la proposta resta insufficiente: produce effetti soprattutto dopo il 2030 e non affronta il livello e la volatilità del prezzo della CO₂.
Sullo sfondo, a fine luglio gli stoccaggi di gas europei sono scesi a una media di circa il 55%, ai minimi storici, mentre a Budapest un decreto d'urgenza disciplina il distacco dei grandi consumatori elettrici. Per le imprese associate l'energia è insieme una voce di costo e una condizione di continuità produttiva.