Il Consiglio europeo di marzo ha segnato un passaggio rilevante nel processo di rafforzamento del mercato unico, approvando l’agenda “One Europe, One Market”, che punta a ridurre la frammentazione normativa e a creare condizioni più favorevoli per le imprese entro il 2027.
Tra le principali direttrici di intervento emerge l’introduzione di un 28° regime di diritto societario europeo, pensato per offrire alle imprese la possibilità di operare con un quadro giuridico uniforme a livello UE, superando la complessità derivante dalla coesistenza di sistemi nazionali differenti. A questo si affiancano misure volte a facilitare l’attività transfrontaliera, tra cui un sistema unificato e volontario di dichiarazione elettronica per i servizi e il rafforzamento del riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali.
Un ruolo centrale è attribuito alla digitalizzazione dei processi amministrativi. In questo ambito, l’UE intende rafforzare il principio “once-only”, che prevede la possibilità per le imprese di fornire dati una sola volta alle amministrazioni pubbliche, e sviluppare strumenti operativi come il futuro “European Business Wallet”, destinato a semplificare l’accesso ai servizi e ridurre gli oneri burocratici nei diversi Stati membri. Parallelamente, sono previsti interventi per migliorare l’immissione sul mercato dei prodotti e superare la frammentazione delle normative su etichettatura e imballaggi, elementi che oggi rappresentano un costo significativo per le imprese attive su più mercati.
Il rafforzamento del mercato unico si inserisce in un contesto economico e geopolitico complesso. L’aumento dei prezzi dell’energia, aggravato dalle tensioni internazionali, ha riacceso il dibattito sulla necessità di strumenti europei più incisivi per sostenere la competitività industriale. In questo quadro, la Commissione europea è attesa nei prossimi giorni con proposte di intervento sul sistema ETS, inclusa la possibilità di rafforzare la riserva di stabilità del mercato del carbonio e di istituire un fondo per la decarbonizzazione da circa 30 miliardi di euro, con l’obiettivo di contenere l’impatto dei costi energetici sulle imprese.
Per le imprese italiane attive in Ungheria, queste evoluzioni rappresentano un passaggio strategico. Da un lato, le misure di semplificazione e digitalizzazione possono favorire una maggiore integrazione operativa e una riduzione dei costi amministrativi. Dall’altro, il rafforzamento del mercato unico e le politiche industriali europee delineano un contesto competitivo in rapida evoluzione, nel quale capacità di adattamento, efficienza e presidio dei mercati diventeranno fattori sempre più determinanti per la crescita.
Articolo a cura della Delegazione di Confindustria presso l’Unione Europea.