L'avvio del 2026 ha visto una serie di decisioni europee con ricadute dirette sull'Ungheria e sulle imprese manifatturiere attive nel Paese. In primo piano, la Commissione europea ha imposto dazi antidumping definitivi sull'allumina fusa importata dalla Cina, con aliquote comprese tra l'88,7% e il 110,6% per cinque anni. La misura riguarda un mercato UE stimato tra 400 e 500 milioni di euro e interessa anche l'Ungheria, dove sono presenti attività industriali lungo la filiera dell'allumina fusa, input strategico per siderurgia, ceramica, vetro e applicazioni industriali avanzate. L'obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dell'UE da forniture critiche extra-europee e rafforzare la competitività industriale di lungo periodo.
Sul fronte delle materie prime critiche, Bruxelles ha chiuso la seconda call del Critical Raw Materials Act, raccogliendo oltre 160 candidature per progetti strategici nei settori di batterie, terre rare, energia e difesa. I progetti selezionati beneficeranno di procedure autorizzative accelerate e di un accesso facilitato ai finanziamenti europei, rafforzando il ruolo dei Paesi dell'Europa centrale nelle nuove catene del valore dell'UE.
Avanzamenti rilevanti anche sul piano infrastrutturale e digitale. La Commissione ha presentato il Digital Networks Act, che punta a creare un mercato unico europeo delle reti di telecomunicazione e a incentivare investimenti in fibra e reti mobili avanzate. Per un'economia come quella ungherese, fortemente orientata all'industria e alla logistica, il rafforzamento delle infrastrutture digitali rappresenta un fattore chiave di attrattività per nuovi investimenti.
Infine, il Consiglio dell'UE ha adottato le nuove regole per la creazione di gigafactory europee per l'intelligenza artificiale, aprendo opportunità per partenariati pubblico-privati e per le imprese industriali e tecnologiche presenti anche in Ungheria. A ciò si aggiunge una recente sentenza della Corte di giustizia dell'UE che ha giudicato incompatibile con il diritto europeo una tassa mineraria aggiuntiva introdotta dall'Ungheria, rafforzando il quadro di certezza giuridica per le imprese estere operanti nel Paese.
Notizia segnalata nella newsletter Accade all'UE | Gennaio 2026, a cura della Delegazione di Confindustria presso l'Unione Europea.