Associate · 27.03.2026

Intervista a Giuseppe Comi, Sales & Business Development Manager di OMS Besser Group

Intervista a Giuseppe Comi, Sales & Business Development Manager di OMS Besser Group

La nostra Direttrice, Nikolett Tommasi, ha incontrato l'Ing. Giuseppe Comi, Sales & Business Development Manager di OMS Besser Group, per approfondire il percorso di crescita internazionale del Gruppo e il ruolo strategico dell'Ungheria nello sviluppo industriale e commerciale dell'azienda. Fondata in Italia e presente oggi in più Paesi europei, OMS Besser rappresenta una realtà industriale che ha fatto della prossimità al cliente, dell'innovazione e della qualità del servizio i cardini della propria espansione.

OMS Besser Group è oggi presente in più Paesi europei. Quali sono stati i driver principali del vostro sviluppo commerciale internazionale negli ultimi anni?

OMS Besser Group è una realtà industriale italiana con oltre 55 anni di esperienza nel settore della trasformazione delle materie termoplastiche. Dopo essersi consolidato sul mercato interno, il Gruppo ha avviato il proprio percorso di internazionalizzazione nel 1996, proprio in Ungheria, in risposta a una specifica esigenza di un cliente. Quella prima esperienza ha definito anche il nostro approccio negli anni successivi: crescere all'estero non come semplice ricerca di costi più bassi, ma come scelta industriale orientata alla vicinanza al cliente, alla qualità del servizio e alla capacità di sviluppare nuove opportunità nei mercati locali. Su questa base si sono sviluppate anche le successive presenze industriali in Romania, dal 2011, e in Polonia, dal 2014. Il nostro modello si è quindi costruito intorno a una presenza territoriale diffusa, capace di accompagnare i clienti in modo più diretto e di rafforzare una strategia commerciale fondata sulla diversificazione. In un contesto economico sempre più instabile e soggetto a rapidi cambiamenti, riteniamo che la diversificazione resti uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio d'impresa. Per questo lavoriamo in diversi mercati dall'elettrodomestico, all'elettrico, all'industriale, fino ai più recenti ambiti dell'automotive e dei medical devices.

In questo contesto, quale ruolo strategico gioca l'Ungheria all'interno del vostro modello industriale e commerciale?

Besser Hungary ha sempre rappresentato, per il nostro Gruppo, una realtà di riferimento al di fuori dei confini italiani. Nel tempo si è affermata come sito modello sotto diversi profili e ha svolto un ruolo importante anche nell'evoluzione complessiva del Gruppo. Sul piano delle certificazioni, è da anni un punto di riferimento grazie, tra le altre, alla IATF 16949 per il settore automotive, standard che oggi costituisce un benchmark interno anche per gli altri siti produttivi. Sul piano organizzativo e tecnologico, è stata inoltre la prima realtà del Gruppo ad introdurre il sistema gestionale SAP, contribuendo allo sviluppo delle competenze in ambito cloud e cybersecurity. L'Ungheria si distingue anche per il livello di automazione raggiunto e per la capacità di integrare tecnologie avanzate nei processi produttivi, dal sovrastampaggio alle applicazioni bi- e tri-componente, fino a diverse lavorazioni di finitura come tampografia, verniciatura, laser e poliuretano. Tutto questo ne ha fatto, negli anni, un polo centrale nel nostro sistema industriale europeo.

Quali opportunità vede nei prossimi anni per il settore dello stampaggio plastico in Ungheria, in particolare nel comparto automotive?

Il settore sta attraversando una fase di trasformazione profonda, influenzata da fattori geopolitici, industriali e tecnologici. Da un lato, gli anni successivi alla pandemia hanno messo in evidenza la fragilità di supply chain troppo lunghe e complesse, spingendo molte imprese a ripensare la localizzazione produttiva in una logica più vicina ai mercati europei. Dall'altro, la crisi che ha interessato il mercato tedesco ha accelerato processi di riorganizzazione industriale che stanno già producendo effetti sull'intera filiera manifatturiera continentale. In parallelo, il settore automotive sta vivendo una transizione strutturale. L'evoluzione verso la mobilità elettrica modifica non solo il mercato finale, ma anche la composizione tecnica del veicolo e, di conseguenza, le opportunità per i componenti termoplastici. In questo scenario, l'Ungheria si è posizionata in modo molto interessante, attirando investimenti rilevanti da parte degli OEM e favorendo la crescita di una filiera articolata di fornitori Tier 1 e Tier 2. Per un gruppo come il nostro, questo rappresenta un contesto ricco di potenziale, che richiede però competenze tecniche, rapidità di adattamento e una forte integrazione con partner strategici. Per questo lavoriamo a stretto contatto sia con i produttori di materie plastiche sia con i fornitori di sistemi di automazione avanzata, secondo una logica di integrazione verticale. Allo stesso tempo, attribuiamo grande valore anche alla collaborazione orizzontale con il mondo associativo e con gli attori dell'ecosistema industriale, attraverso realtà come Confindustria, MAGE e HIPA. In mercati sempre più esigenti, la competitività si costruisce anche così.

Come sta evolvendo la domanda dei vostri clienti, in termini di innovazione, sostenibilità e rapidità di sviluppo prodotto?

Nel rapporto con i clienti abbiamo sempre attribuito un ruolo centrale alla fiducia e alla qualità della relazione. Questo approccio ci ha spesso consentito di andare oltre la semplice esecuzione tecnica, sviluppando soluzioni capaci di ripensare il prodotto stesso, migliorarne le prestazioni o ottimizzarne i costi di produzione, anche grazie all'impiego di materiali innovativi. Per questo oggi ci definiamo sempre meno come un semplice gruppo manifatturiero e sempre più come un partner industriale orientato al problem solving. È una trasformazione che si riflette nel modo in cui abbiamo costruito le nostre competenze, a partire dal reparto R&D in Italia fino alle risorse tecniche presenti nei diversi stabilimenti produttivi. Tre sono, in particolare, i fattori che guidano il nostro lavoro. Il primo è il servizio, inteso come collaborazione stretta tra il nostro R&D e quello del cliente, non solo per realizzare un componente, ma per svilupparlo insieme. Il secondo è la tecnologia, cioè la disponibilità ad affrontare nuove sfide con soluzioni di automazione avanzata. Il terzo è la logistica, grazie alla presenza dei nostri siti in prossimità dei plant produttivi dei clienti, un elemento che continua a rappresentare un vantaggio competitivo concreto.

Quali sono le principali sfide operative e commerciali che incontrate nello sviluppo internazionale, e come le state affrontando?

Le sfide che oggi le imprese si trovano ad affrontare sono sempre più rapide nel manifestarsi e spesso difficili da prevedere. Una delle principali riguarda la supply chain, esposta a interruzioni, volatilità dei costi e ritardi legati a fattori esterni non sempre controllabili. In questo ambito lavoriamo in modo trasparente con i clienti, anche attraverso politiche condivise di safety stock, con l'obiettivo di ridurre l'impatto delle criticità e migliorare la continuità operativa. Un secondo tema chiave riguarda le competenze. Siamo costantemente alla ricerca di profili tecnici qualificati, ma anche di persone motivate, capaci di lavorare in squadra e di adattarsi a contesti in continua evoluzione. In parallelo, investiamo nella formazione continua, perché i cambiamenti tecnologici, sia nei processi produttivi sia nei sistemi di gestione, impongono un aggiornamento costante. Anche il tema dell'intelligenza artificiale rientra in questa riflessione: ne osserviamo con attenzione le potenzialità, valutandone le applicazioni concrete in ambito industriale. Infine, permane una forte pressione sui prezzi. La nostra risposta, tuttavia, non è mai stata quella di competere esclusivamente sul costo, ma di generare valore lungo l'intero processo, intervenendo già in fase progettuale con un approccio proattivo orientato al miglioramento del prodotto e all'efficienza industriale.

Guardando al futuro, quali sono le priorità strategiche di OMS Besser Group per rafforzare la propria presenza nei mercati esteri?

In uno scenario internazionale caratterizzato da crescente complessità e imprevedibilità, riteniamo essenziale preservare uno spirito imprenditoriale diffuso a tutti i livelli del Gruppo. Questo significa saper essere flessibili, ma prima ancora saper interpretare il cambiamento con apertura, curiosità e capacità di iniziativa. Alcuni mercati maturi potranno ridursi, mentre altri offriranno nuove opportunità. Per questo è fondamentale restare pronti a esplorare nuovi spazi di sviluppo, rafforzando al tempo stesso le direttrici strategiche che hanno guidato fin qui la nostra crescita. In sintesi, le priorità di OMS Besser Group si concentrano su tre assi principali: una presenza locale inserita in un network europeo, la costruzione di partnership solide nei materiali e nella tecnologia, e un investimento continuo in innovazione, automazione e robotica.

Le sfide che abbiamo di fronte sono globali. Per affrontarle, crediamo serva una visione industriale ampia, capace di valorizzare non solo la forza della singola impresa, ma anche quella di un sistema europeo più integrato, collaborativo e competitivo.