Con il Decreto Governativo 98/2026 (29 giugno), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ungherese (Magyar Közlöny), il Governo ha modificato il precedente Decreto 301/2021 sulla limitazione di alcuni prodotti in plastica monouso. Dal 1° luglio 2026 il divieto di immissione sul mercato non è più assoluto per i bicchieri di carta con un contenuto minimo di plastica: riguarda ora soltanto i bicchieri per bevande che contengono plastica oltre il 10% in peso. Un divieto proporzionato e circoscritto — un risultato al quale Confindustria Ungheria ha attivamente contribuito.
Il contesto. Nella versione originaria, il Decreto 301/2021 vietava dal 1° luglio 2026 l'immissione sul mercato dei bicchieri di carta per bevande contenenti plastica, recependo la Direttiva SUP (UE) 2019/904 — in particolare l'art. 4 sulla riduzione del consumo — e da leggere insieme al Regolamento PPWR (UE) 2025/40. Il punto critico: un divieto assoluto non risultava coerente con la distinzione, propria del diritto UE, tra prodotti da vietare e prodotti soggetti a obiettivi di riduzione, tenendo conto della disponibilità di alternative mature.
L'intervento. Su richiesta di SEDA International Packaging Group — azienda associata a Confindustria in Italia — Confindustria Ungheria è intervenuta formalmente il 24 aprile 2026 presso il Ministero dell'Energia e, il 29 aprile, presso i Ministeri dell'Ambiente e degli Esteri, in linea con il dialogo già avviato a Bruxelles dall'EPPA (European Paper Packaging Alliance). Gli argomenti: la maturità tecnologica ancora insufficiente delle alternative prive di plastica — come confermato anche da un rapporto del governo francese del novembre 2025 —, la coerenza con il diritto UE e il modello francese, con un meccanismo condizionale e scadenza al 2030.
Il risultato. La revisione, condotta in procedura d'urgenza, si è chiusa con un divieto proporzionato e allineato al quadro europeo. Un esempio concreto di come la rappresentanza — a livello nazionale ed europeo — possa tradursi in norme più equilibrate per le imprese.